Il 9 luglio è il “Fish Dependence Day”, data che identifica simbolicamente la fine di pesce, molluschi e crostacei da approvvigionamento interno a disposizione dell’Europa, e l’inizio delle importazioni e della dipendenza dal pesce estero, fino a fine anno.
Nel 2017, il fish dependence day cadeva il 22 luglio, mentre nell’ultimo ventennio, la data è andata progressivamente modificandosi, arrivando ad oggi con un anticipo di quasi un mese rispetto all’anno 2000.
E’ il WWF a lanciare l’allarme sul drammatico stato in cui versano gli oceani e il mar Mediterraneo: a livello globale, il 60% degli stock ittici viene sfruttato al massimo delle sue potenzialità, mentre il dato impenna se si prende in esame il solo Mediterraneo, dove il sovrasfruttamento sale a quota 78%.
Mantenere un tale livello di sfruttamento oltre i limiti propri delle risorse terrestri, rischia di condurre al collasso del comparto ittico nello spazio di pochi anni; oltre ai danni irrevocabili che andrebbero a colpire l’ecosistema, si tratterebbe di mettere anche in serio pericolo la sopravvivenza di quelle comunità dei Paesi in via di sviluppo, la cui economia si mantiene essenzialmente con l’attività della pesca.
Se a livello europeo si registrano numeri allarmanti, la situazione del mercato italiano è ancora più sconcertante. L’Italia infatti, secondo i dati diffusi dal New Economics Foundation, ha esaurito l’equivalente della propria produzione annua il 6 aprile di quest’anno. In poco più di tre mesi abbiamo consumato l’equivalente dell’intera produzione ittica annuale interna: la nostra domanda di consumo è talmente alta da eccedere di circa 3 volte il supporto alimentare che pesca e acquacoltura nel Mediterraneo possono sostenere. Non a caso gli italiani sono tra i maggiori consumatori in Europa con in media circa 29 kg di pesce a persona all’anno (la media pro capite europea è di 22,7 kg/anno).
Quasi disperata la situazione dell’Austria che esaurisce la propria produzione dopo appena diciassette giorni dall’inizio dell’anno, il 17 gennaio. La Germania invece vede cadere il proprio fish dependence day quasi un mese dopo l’Italia, il 4 maggio, seguita da Francia e Spagna, rispettivamente il 21 e il 26 maggio.



